collage project - la prima opera d'arte postuma

 

 

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12 dicembre 2009 ore 18.30
Fortino S.Antonio Via Re Manfredi BARI
Presentazione in prima nazionale di COLLAGEPROJECT

UPUPA
a cura di Grazia De Palma

Interverranno: Pasquale Bellini, Mirella Casamassima, Anna D’elia, Enzo De Leonibus, Pietro Marino, Giuseppe Sylos Labini, Vincenzo Velati.
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Domenica 31 maggio 2009
VISITA/STUDIO al reliquiario custodito nel convento di San Francesco a Ripa in Roma.
Un grosso mobile barocco in noce, all'apparenza un semplice armadio, ideato da un ingegnoso frate laico, Bernardino da Jesi, e realizzato con l'ausilio di artigiani francescani. Esso è provvisto di un complicato meccanismo, da tre secoli ancora perfettamente funzionante, che con un semplice giro di manovella fa scorrere una serie di pannelli entro cui sono sistemati, e appaiono quasi all'improvviso, una cinquantina di preziosi e artistici reliquiari di argento dorato che custodiscono reliquie di altrettanti Santi.
La visita ha lo scopo di sopralluogo per studiarne da vicino la possibilità che questo reliquiario possa essere un antesignano del progetto collage.
La visita è guidata dal responsabile artistico della curia sig. Gianfrancesco Solferino.
Il gruppo studio è capitanato dal Professor Mario Perniola (docente di estetica nell’Università di Roma Tor Vergata), e Michele Mariano (collageProject).

Appuntamento alle ore 15.00 sul sagrato del convento in Piazza di San Francesco d’Assisi 88 - 00153 ROMA

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PROGETTO QUADERNO #1

Nel tempo, si è venuta a formare l’idea di dover creare delle occasioni nelle quali fosse possibile fare il punto del progetto e studiarne il percorso futuro.
Considerato che collage non utilizza il feticcio artistico, per presentarsi, considerato che il format “catalogo” come contenitorie di documenti visivi e teorici cristallizzano una esperienza, distante quindi dal carattere di opera in svolgimento, ho pensato ad un momento di approfondimento dei contenuti dove non solo emergessero riflessioni ma soprattutto studi di ricerca per la stimolazione delle riflessioni anche in nuove direzioni.
L’invito rivolto ad alcuni studiosi a relazionarsi con Collage ha già prodotto documenti ed altri inviti sono in cantiere.
Il materiale/Contenuti saranno inseriti in una raccolta che, in sintonia con l’anima di collage, è anch’essa in progres.
Non un libro quindi ma quaderni ipotizzando le future uscite, come fossero delle tappe intermedie di un percorso.

Quaderni dal centro del progetto.
Ho pensato quindi ad un primo quaderno, e per la natura stessa di essere il primo deve, in modo chiaro, contenere:
- presentazione del progetto collage
- presentazione di studi provenienti dai campi del pensiero con i quali collage è strettamente correlato
- testi che ne danno una lettura, anche storiografica
- punti di vista che preparano il terreno per altri interventi futuri e, se è il caso, anche reindirizzamento di collage attraverso una migliore focalizzazione dell’obiettivo.

Gli elementi riflessivi che collage contiene e da cui muove sono riconducibili a tre grandi ambiti
L’opera postuma
annullamento dell’oggetto artistico (feticcio)
arte concettuale
Il Tempo, il sublime e la morte
Riflessioni filosofiche/psicologiche/sociologiche/antropologiche
Scheletro - Esoscheletro
body art
arte autobiografica

invitati
L’opera postuma
Hans Ulrich Obrist
Milovan Farronato
Il tempo, il sublime, la morte
Mario Perniola
Roberto Daolio
Scheletro
Gillo Dorfles
Fabio Cavallucci

Spunti di riflessione

Il nome:
Il riferimento, quasi ovvio, è alla tecnica introdotta in arte all’inizio del xx secolo, per la realizzazione di opere prodotte per mezzo di sovrapposizione di carte, foto, oggetti, ritagli di giornali e riviste, nel collage in cantiere non si utilizzano materiali o oggetti per crearsi ma la “vita” delle persone coinvolte, collocate in un mondo che è il Mondo-della-Vita, la Lebenswelt husserliana che pone il soggetto nel suo essere diveniente, si raccolgono quindi, i frammenti del pensiero, cercando un'origine che non sia sistema ma, come ha affermato G. Deleuze, una sorta di "collage" collocato su un piano di consequenzialità.

L’opera:
Collage è un’opera in svolgimento e vive nel suo essere in svolgimento/movimento. La presenza del movimento si produce solo nella misura in cui ogni istante è già segnato dalle tracce del futuro e del passato; il movimento può essere presente solo se l'istante presente è un prodotto dei rapporti tra passato e futuro. Se deve essere presente il movimento, la presenza deve essere già segnata dalla differenza e dal differimento.
Nella teoria de “La carte Postale” Derrida descrive la metafora della cartolina postale che vive solo durante il tragitto e nel momento in cui giunge a destinazione essa muore.
Come la cartolina anche Collage ha sin dall’inizio una promessa di arrivo, però il suo farsi, opera/scheletro/ Reliquiario/feticcio, è differito anche oltre la morte è postumo (il secondo senso del termine “differance” di Derrida, significa rinviare, rimandare e, quindi, mettere una distanza tra noi e la cosa, una distanza che supera anche la morte).
Il Farsi di collage può essere considerato quindi come una cartolina, che è stata scritta con l'intenzione di arrivare a destinazione ma che in realtà non lo fa essendo a conoscenza del fatto che qualora arrivasse a destinazione morirebbe, ed è in questo esserne a conoscenza che è racchiusa la sensatezza del progetto, molto vicino al “Mancato” di Carmelo Bene.

La promessa di arrivo:
Le ossa donate, i “resti” delle persone un corpo senza organi, privo cioè di quelle articolazioni e connotazioni interne (polmoni, cuore, organi genitali...) tese a stabilire la strategia di un funzionamento, il corpo al grado zero.

il viaggio:
il cammino è all’interno del mio esoscheletro.
In Millepiani (Deleuze/Guattari) le teorie sul corpo si intrecciano ad una rimeditazione del problema dell'identità e del soggetto. Il concetto evenemenziale del soggetto, la nietzscheana ricerca di un superamento della stabilità dell’io in favore di una identità discreta, frantumata e in perpetuo divenire, passa necessariamente attraverso il corpo. Se la “dispersione” dell’io nelle intensità degli eventi coincide con una riappropriazione del corpo, è un movimento di e verso il corpo, il processo di soggettivazione (e di assoggettamento) dell’uomo avviene al contrario nella codificazione e abolizione del corpo. La conoscenza, nel suo significato e indice più alto di coinvolgimento, avviene nella strategica liberazione del corpo dalle forme stabili e conchiuse cui viene con costanza ricondotto.

L’esoscheletro:
L’esoscheletro in esame muove verso la sparizione del Io nel suo mettersi in scena.
Esoscheletro svelato in collage non è interpretabile, e il se stesso non è altro che l’insopprimibile resto di un Io che di sicuro esiste ma che, una volta messo in scena, non può certo dichiarare di “essere”.
Derrida sostiene che tra l'Essere e il linguaggio c'è un rapporto di "differance": l''essere si "differanza" nel linguaggio, si media nel linguaggio, si aliena nel linguaggio, diventa altro da sé, si rende presente ma assente nello stesso tempo, diventa traccia. La statua dell’essere.

Gli Eventi
Gli eventi appertenenti al viaggio di Collage non seguono ma precedeno i risultati effettivi del lavoro; non si danno come dimostrazioni o verifiche, ma al contrario sono esse la causa e l’alimentazione della ricerca. Ogni evento implica un percorso nella necessità e nell’immediatezza di ogni singola azione, la sua trascrizione scenica e la sua riscrittura critica e, in sintesi, la serie degli interventi sottraggono continuamente forme per dare vita e senso al corpo del progetto.
Tale faticoso viaggio non realizza ma incontra, talvolta fortunosamente, quella che di volta in volta si può definire una operazione critica più alta e conclusiva rivelandosi davvero come un effetto o come un “fatto” per davvero compiuto.

 

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